Goal economy, le nuove frontiere del calcio

Goal economy copertina

I fatturati non fanno goal, però scrivono la storia del calcio. E’ questa la frase chiave di Goal economy il libro scritto dal giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, autore anche del seguitissimo blog calcio & business, presentato al teatro lux di Pisa. Goal economy è un lungo viaggio attraverso il calcio che cambia ai tempi della globalizzazione. Come ben spigato da Alessandro Breccia, che ha aperto l’incontro aperto al pubblico, Bellinazzo individua l’evoluzione del sistema calcio in tre rivoluzioni industriali iniziate dagli anni 90. L’avvento delle pay-tv , il passaggio dei maggiori club del mondo da semplici S.p.a a vere e proprie corporation, infine le nuove frontiere come Cina, India, Stati Uniti, Australia e soprattutto gli Emirati Arabi. Entrando nel dettaglio Bellinazzo spiega come:”l’Italia nella stagione 1993-94 è stato uno dei primi paesi dove la Lega Calcio ha venduto in esclusiva 28 partite di serie A e 32 di B alle Pay-TV, la neonata Tele+, ma alla fine la Premier League, dove oggi si pratica a mio modo di vedere il miglior calcio, la Bundesliga, La Liga e anche la League one francese sono stati in grado di monetizzare al meglio i ricavi televisivi”. Anche dal punto di vista del brand le squadre italiane non riescono a competere con i maggiori club europei. In questo senso il Barcellona sta un passo avanti a tutti. Un ruolo importante nel calcio di oggi lo giocano anche i procuratori che aprono i fondi d’investimento sfruttando l’immagine dei grandi calciatori in loro “custodia”. In Goal Economy il calcio è visto anche dall’ottica della geopolitica. Paesi che fino a pochi anni fa praticavano il calcio a livello dilettantistico oggi sono all’avanguardia, basti pensare cosa è oggi la Mls statunitense o la Cina dove il Guangzhou, ex squadra di Marcello Lippi, riesce a fare acquisti come un top club europeo. Uno spazio importante in Goal Economy lo trova anche l’assegnazione  dei mondiali del 2022 in Qatar, i primi che verranno giocati in autunno, hanno in pratica aperto la crisi in seno alla Fifa. La frase che colpisce maggiormente nel prologo del libro recita testualmente: ” La goal economy è è quel sistema che in una prospettiva sempre più globale ha adoperato la materia prima per eccellenza di questo sport,- la passione dei tifosi e i suoi momenti più sublimi, la rete, l’attesa quasi messianica e le emozioni che sa sprigionare tra esultanza e delusione”. Ma il calcio oggi è sempre lo sport del popolo?” Sicuramente oggi l’aspetto romantico è passato in secondo piano- risponde Bellinazzo- ma il ruolo dei tifosi è sempre fondamentale. Non si può pensare a società strutturate con un uomo solo al comando, va percorsa la strada intrapresa da Bayern, Real Madrid e Barcellona dove i tifosi partecipano direttamente alla vita del club. Questa può essere l’ancora di salvezza per le nostre società. Per quanto riguarda gli stadi abbiamo perso una grande occasione quando Platini decise di assegnare gli europei del 2012 a Polonia e Ucraina.” Va anche detto che con i Mondiali del 1990 l’Italia non ha fatto una gran figura e pochi sono gli stadi da salvare costruiti, o ristrutturati, ai tempi delle notti magiche.

 

Andrea Chiavacci

 

Goal economy, le nuove frontiere del calcioultima modifica: 2015-10-05T19:00:28+02:00da chiava77
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