Maglie Story: Il Pescara stile Gremio 1979-’80

Fino al termine degli anni 70 le squadre di calcio optavano per divise tradizionali, la maggior parte a strisce verticali con i colori sociali del club e in trasferta una maglia quasi sempre bianca, salvo rare eccezioni.

Sul finire del decennio molte società iniziano a curare il look delle squadre, talvolta in modo bizzarro. Nel 1979 torna in serie A il Pescara guidato da Valentin Angelillo, il mitico record man di reti nell’Inter 1958-59, squadra ricordata più per i cambi di maglia che per le imprese in campo. Il Pescara solitamente indossa un completo a strisce verticali bianco-azzurre, ma quell’anno i suoi stilisti diventano protagonisti in maniera quasi eccessiva.

All’esordio a  San Siro, proprio contro l’Inter, gli Abruzzesi restano abbastanza sul tradizionale con una divisa bianca con inserti nero-azzurri all’altezza delle spalle; in campo Domenichini con un’autorete spianerà la strada all’Inter che arriverà al 2-0 con Lele Oriali.

Nella prima all’Adriatico contro la Roma altro cambio: tenuta blu scura con fascia bianca all’altezza del petto e striscia azzurra con colletto nero, simile ai colori sociali del Gremio di Porto Alegre ma non ancora con le strisce verticali come vedremo più avanti; cambia la maglia ma non il risultato visto che la Roma di Nils Liedholm si impone con un pirotecnico 3-2.

Alla terza altro cambio, altra sconfitta: al Comunale di Torino divisa blu scura con inserti verticali biancoazzurri a sinistra; Bettega non si intimorisce e con una doppietta chiude la pratica. Contro l’Ascoli si torna per la prima volta in stagione al tradizionale bianco-azzurro, con strisce verticali molto larghe, ed arriva il primo punto; con tanto di rammarico per il palo colpito da Bartolomeo Di Michele.

La domenica successiva a Firenze stessa maglia ma il 2-0 firmato da Dino Pagliari e Bruni porta ad un altro cambio; stavolta non di maglia ma di Panchina: Via Angelillo arriva Gustavo Giagnoni, l’allenatore col colbacco dei tempi del Toro, sostituito con il più classico giacca e cravatta della stagione pescarese.

La prima vittoria stagionale arriva all’undicesima giornata contro il Napoli di Vinicio.

Tornano le speranze di salvezza e alla vigilia di capodanno arriva un altra divisa, la quinta ed ultima, contro il Milan post-Rivera e con Stella del decimo scudetto sul petto. La  maglia è praticamente identica a quella del Gremio con strisce verticali nero, bianca(molto stretta) ed azzurra.

Contro i Campioni D’Italia in carica, e prima squadra in Italia con i nomi dei calciatori sul retro delle maglie, arriva una insperata e meritata vittoria; fa tutto il Pescara: passa con Cinquetti, già giustiziere del Napoli, si fa raggiungere da un autogol di Prestanti e a dodici minuti dal termine va definitivamente in vantaggio con un bel diagonale di Negrisolo. Il Milan si allontana dall’Inter in fuga prima di venire travolto dallo scandalo del calcio scommesse.

Il Pescara non riuscirà ad imitare le imprese  dei brasiliani del Gremio, campione intercontinentale nel 1983, e nel girone di ritorno raccoglierà 7 punti ( 16 in totale) e una sola vittoria in casa contro la Lazio, altra squadra che farà compagnia al Milan in Serie B causa illecito sportivo.

Il Pescara torna così in B per riaffacciarsi in serie A nel 1987 proprio a San Siro contro l’Inter con una insolita maglia completamente rossa;stavolta però va bene: vittoria 2-0 al debutto e salvezza conquistata da Junior e compagni…ma questa è un altra storia.

 

Andrea Chiavacci

Maglie Story: Il Pescara stile Gremio 1979-’80ultima modifica: 2013-08-21T16:17:00+02:00da chiava77
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