Una domenica di tanti anni fa

Il 25 ottobre del 1992 si gioca la settima giornata di andata del campionato di serie A 1992-93 e il Milan di Fabio Capello mette a segno un altro record. C’è Sammer che abbatte la Juventus ma ha la saudade in salsa tedesca, Zarate che regala la prima vittoria in A all’Ancona e in B un ragazzino inizia a farsi notare.

Invincibili, ma in Europa non basta. I rossoneri passano per 2-0 al Tardini di Parma con le reti nella ripresa di Papin e del centrocampista Eranio mettendo in fila la partita numero 41 senza sconfitte. Viene così battuto il record della Fiorentina di Fulvio Bernardini che tra il 1955 e il 1956 si fermò a quota 40. Il Milan è la prima squadra che dispone di una rosa con oltre 20 giocatori con doppi ruoli coperti e si può permettere il lusso di lasciare in tribuna un fresco ex nazionale come Nando De Napoli, tanto per fare un nome. In porta Antonioli, e poi Seba Rossi,  è coperto da Tassotti, Costacurta, Baresi e Paolo Maldini, a centrocampo Albertini è il metronomo, Lentini la novità che costa ben 64 miliardi a Berlusconi e Donadoni l’usato garantito. Tutto ovviamente condito dai tre olandesi Gullit, Rijkaard e Van Basten, vicino però al canto del cigno. E’ la prima stagione in cui si possono tesserare un numero illimitato di stranieri, ma solo tre possono andare in campo, quindi anche il genio Savicevic e lo stesso JPP fanno spesso le spese del turn over, davanti ci sono anche Massaro e Simone,  mentre Boban comincia a ritagliarsi il suo spazio. E’ una rivoluzione, ma gli effetti non sono solo positivi. Anche in Coppa Dei Campioni, anzi nella prima edizione della Champions League, il Milan non conosce rivali vincendo 10 partite su 10 e approdando in finale. L’infortunio a Van Basten e i problemi di Gullit complicano però il finale di stagione. In Italia il Milan perde l’imbattibilità dopo 58 gare proprio nella sfida di ritorno contro il grande Parma di Nevio Scala, a fine stagione terzo e vincitore della Coppa Delle Coppe, grazie al capolavoro su punizione di Tino Asprilla. La finale europea di Monaco contro il Marsiglia sarà invece un flop completo. Van Basten, sarà la sua ultima partita in rossonero, viene rischiato quando non è ancora completamente recuperato e ai francesi basta un colpo di testa di Boli per alzare la coppa. Il Marsiglia resta così la bestia nera dei rossoneri dopo la famosa figuraccia nei quarti di finale del 1991 quando Adriano Galliani chiamò in ritirata la squadra allenata all’epoca da Arrigo Sacchi. Alla fine arriva lo scudetto numero 13 malgrado la bella rimonta dell’Inter di Osvaldo Bagnoli e la seconda sconfitta stagionale sempre in casa contro la Juventus di un Roberto Baggio in odore di pallone d’oro.

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Derby d’Italia. Quel  25 ottobre propone il confronto alla scala del calcio tra l’Inter e la Juventus del grande ex Giovanni Trapattoni a San Siro. I nerazzurri vincono per 3-1 con le firme dei suoi tre stranieri in campo: Ruben Sosa, Sammer e Shalimov. La rete della bandiera bianconera è di Moller. Ma è la grande giornata dell’ex tedesco dell’est Mathias Sammer, fin li deludente. Con Bagnoli è difficile comunicare, infatti di li a poco Sammer tornerà nella Germania ormai riunificata e senza il muro di Berlino a fare le fortune del Borussia Dortmund e della nazionale prendendosi nel 1996 il titolo europeo è il pallone d’oro più contestato della storia del calcio.

Si segna tanto.  In quella settima giornata vengono messe a segno ben 29 reti, ma ormai è una costante. La nuova regola che il portiere non può prendere il pallone con le mani su retropassaggio dei compagni ha sconvolto il campionato. Alla seconda giornata 37 gol, alla quinta 48, record mai battuto nei campionati a 18 squadre. In questo turno spicca il 4-3 del Ferraris tra Genoa e Pescara e il 4-0 della Fiorentina Ba-Ba ( doppiette per Baiano e Batistuta) alla Sampdoria con i viola che si illudono di lottare per lo scudetto ma a fine stagione conosceranno un’amarissima retrocessione in B dopo l’avvento di Agroppi al posto di Radice e la chiusura con la coppia Chiarugi-Antognoni. L’Ancona batte 3-0 il Foggia e conquista la sua prima storica vittoria in serie A nello stadio Dorico ormai prossimo alla pensione. Un rigore di Scifo all’Udinese porta il Torino al secondo posto, il Cagliari vince a Brescia e il Napoli batte 2-1 la Roma con Ranieri che salva momentaneamente la panchina. Protagonista con una doppietta è l’attaccante dell’Ancona Sergio Zarate, soprannominato Paolo Belli dalla gialappas band e fratello del futuro laziale Mauro, ma da li a poco tornerà al Norimberga. Il terzo gol dell’Ancona al Foggia di Zeman, che a fine stagione si salverà tranquillamente con giocatori pescati per la maggior parte in serie C tra i quali Seno e Di Biagio, lo segna il campione del mondo a Messico 86 Oscar Ruggeri con un colpo di testa al 91′. Nella Lazio che schianta 3-0 l’Atalanta la sblocca il nuovo re del gol Giuseppe Signori, plasmato da Zdenek Zeman al Foggia e maturato con Dino Zoff in biancoceleste. A fine campionato vincerà la sua prima classifica cannonieri con 27 reti.

E’ nata una stella. Intanto in serie B si sta imponendo un ragazzino che non ha ancora compiuto 18 anni. Si chiama Alessandro Del Piero e gioca nel Padova. E’ così minuto che i dirigenti biancorossi non volevano neppure ingaggiarlo. Da li a poco il Milan e la Juventus inizieranno un’asta furibonda per aggiudicarsi il gioiellino cresciuto nel San Vendemiano che scriverà pagine di storia in bianco e nero, con un finale però che offre poco spazio alla riconoscenza. Quel 25 ottobre gioca una partita sontuosa nello 0-0 in casa del Piacenza e nel pagellone del Guerin Sportivo si prende addirittura un 9: ” Spegnerà la 18esima candelina il 9 novembre ed è la punta di diamante dell’under 18 di Sergio Vatta: Alessandro il grande ha giocato da protagonista spingendo il Padova ad un passo dal successo. La Juve ha opzionato il cartellino ma il Milan non sta a guardare. Gioca con una semplicità disarmante, rende facile anche il tocco più difficile. Possiamo esagerare: può diventare il Van Basten italiano”. Non c’è la firma ma probabilmente il pezzo in questione l’ha scritto nostradamus.

Andrea Chiavacci

Foto tratta dall’almanacco Guerin Anno 1992-93. Gli spunti di questo articolo vengono tutti dalla mia collezione privata di Guerin Sportivo stagione 19932-93.

 

Una domenica di tanti anni faultima modifica: 2015-10-25T10:59:37+00:00da chiava77
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