Il Tour più pazzo di sempre

Abbiamo appena festeggiato la maglia gialla di Vincenzo Nibali al tour De France. Un Italiano, 16 anni dopo Marco Pantani, vince la corsa a tappe più ambita, forse non la più dura ma oggi la più prestigiosa e meglio organizzata.  Il terzo evento sportivo più seguito al mondo dopo Mondiali di calcio e Olimpiadi. Ma il tour resta sempre l’epica e la poesia della sfida dell’uomo su due ruote, le strade polverose, le rotonde infinite e quei francesi che s’incazzano quando passava Bartali, e che fanno finta di non incazzarsi più quando passa Nibali, o come vorrebbero chiamarlo loro Nibalì. Quelli che fanno diventare grandeur anche le piazze d’onore del sorprendente Peraud e del promettente Thibeaut Pinot.

Il Tour però per i francesi si è fermato all’epoca di Bernard Hinault e di Laurent Fignon, protagonista del più incredibile duello della storia della corsa in giallo. Nel luglio del 1989 la grande boucle parte sabato 1 luglio dal Lussemburgo con un prologo di 7,8 km vinto dallo specialista Erik Breukink. La maglia gialla in carica, lo spagnolo Pedro Delgado, si attarda incredibilmente al via e perderà quasi tre minuti. Una cosa mai vista, lo starter chiama e non si vede nessuno, qualcuno spinge lo spagnolo che arriverà a tagliare il traguardo con il doppio della fatica rispetto agli altri. Perderà 2″54 che gli saranno fatali alla fine.

La prima tappa in linea va al portoghese Acacio Da Silva che sta 3 giorni in giallo, per cedere il simbolo del primato nella crono di 73 km del 6 luglio che parte da Dinard e arriva a Rennes. Si prende tappa e maglia lo statunitense Greg Lemond. L’americano ha già vinto il tour nel 1986, negando ad Hinault la sesta vittoria, ma non parte tra i favoriti. Un incidente con il cognato durante una battuta di caccia in California nel 1987 hanno costretto Lemond ad abbandonare per  due anni l’attività agonistica.

Il grande favorito è Laurent Fignon, che ha vinto la cronosquadre con la sua Super U, già due volte vincitore al tour e fresca maglia rosa al giro d’Italia, nuovo eroe della Milano Sanremo vinta per due anni di fila. Fignon è un corridore generoso e piuttosto completo e competitivo su tutti i terreni, ma è imprevedibile; capace della grande impresa come della grande debacle.

Il 15 luglio arriva una tappa impegnativa da Pau a Cauteres che regala la prima vittoria in Francia di un certo Miguel Indurain. Lemond controlla e mantiene un esiguo margine di 5″ su Fignon. Il Tour è sempre lungo, siamo alla nona tappa ma il giorno dopo c’è il primo vero banco di prova a Superbagnerès.  Fignon attacca Lemond una volta, poi due, poi tre l’americano non molla ma alla fine deve cedere 12″ e per 7″ anche la maglia gialla. la tappa va scozzese Robert Millar, con gli anni diventato donna e che si chiamerà Philippa York.

A Montpelier si festeggia il primo successo italiano con Tebaldi che indovina una fuga. Fignon tiene la maglia fino alla crono di Gap, vinta dall’olandese Rooks, cedendo di nuovo il giallo a Lemond. E’ una crono atipica con tanta salita, ma non aiuta Fignon che ora insegue a 40″, mentre Delgado è fantastico e ora insidia il terzo posto di Mottet portandosi a 2″ 48 dalla maglia gialla. Tutto è ancora in gioco con 4 tappe alpine e una crono finale a Parigi di 23 km.

Dopo il giorno di riposo Lemond tiene la maglia a Briancon, dove vince lo svizzero Pascal Richard. Il 19 Luglio è il gran giorno dell’Alpe D’Huez, dove Delgado attacca più volte ma il guizzo decisivo è di Fignon che stacca tutti e toglie a Lemond il simbolo del primato. La tappa va alla maglia a pois Theunisse. Fignon si ripete anche a Vilard De Lans dove vince la tappa e guadagna un abbuono importante di 12″, portando a 1″02 il vantaggio su Lemond. Ad Aix Les Bans Lemond e Delgado attaccano Fignon che resiste, i tre arrivano insieme e sul picco finale l’americano vince in volata sui rivali e rosicchia 4″ di abbuono a Fignon, portandosi a 58″ dal rivale e riponendo le speranze in un miracolo all’ultima tappa.

Il sabato Fidanza fa felice l’Italia con una volata a L’Isle d’Abeau, ma tutti i riflettori sono puntati sul gran duello. Roba da per un pugno di dollari, con uno solo che resterà in piedi. 23 chilometri possono essere tanti come possono essere pochi. Fignon si è dimostrato più forte in salita e Lemond nettamente superiore a cronometro, ma l’ultima cronometro è diversa e Fignon non è uno sprovveduto contro il tempo. Un precedente però è a suo sfavore: quello del giro d’Italia del 1984 quando Francesco Moser lo spodestò nella Soave-Verona, ricucendo lo strappo di un minuto circa e trionfando nello scenario dell’Arena.

Si parte e fin da subito Lemond recupera, ma Fignon non affonda, si capisce che i secondi  per sapere chi vincerà il tour si conteranno forse sulle dita di una mano. Lemond chiude in 26″57, migliorando il 27″30 di Thierry Marie, e nello stesso istante Fignon inizia il suo tentativo di resistere. Ti viene da tifare per quel francese, non simpatico a molti, e dalla strana chioma bionda, stempiato, con occhiali e codino che pare quasi arrancare sulla bici da crono, anche nel piatto terreno degli champs elyseé. Ai 700 metri si alza sui pedali e si inizia a contare i secondi. Il tempo è buono, arriverà terzo, ma basterà?. Tempo limite per tenere il giallo: 27″47; tempo di Fignon: 27″55. Per 8 secondi Greg Lemond vince il suo secondo Tour De France, ne arriverà un altro l’anno seguente, e lascia un attonito Laurent Fignon accanto a se sul podio e a Pedro Delgado, giunto terzo. Sarà la sconfitta che  condizionerà la fine della carriera di Fignon del e il mondiale francese del mese di agosto, perso ancora in favore di Lemond.

Una corsa di 3.285 metri decisa per 8 secondi, l’equivalente di 82 metri. Una cosa mai vista e mai più rivista,  forse irripetibile se si pensa ai distacchi siderali con cui ha vinto Nibali sette giorni fa.

Fignon è venuto a mancare 4 anni fa, dopo una  malattia, mentre Lemond quest’anno ha commentato per la prima volta il tour per Eurosport e chissà quante volte avrà ripensato a quel duello epico e alla fine corretto, tra due gentiluomini della bicicletta.

 

 

 

Il Tour più pazzo di sempreultima modifica: 2014-08-03T03:03:24+00:00da chiava77
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