25 Agosto 1991: i lampi di classe di Lewis e Bugno in una grande giornata di sport

Ci sono giorni indimenticabili per lo sport, giornate in cui arrivano tante emozioni concentrate in poche ore. Bene questo giorno, il 25 Agosto, è uno di quelli.

Era l’estate del 1991 e mancava appena un anno all’olimpiade di Barcellona. L’atletica e la velocità erano ancora sconvolti dal grande imbroglio di Ben Johnson. Il velocista canadese ,di origine giamaicana, dopo aver abbattuto tutti i record ai mondiali di Roma del 1987 e ai giochi olimpici di Seul dell’anno seguente aveva sconvolto il mondo dello sport con la sua positività, acclarata proprio nei giorni sacri di olimpia.

Nel 1991 il simbolo dell’atletica è ancora Carl Lewis che nella mattinata italiana di quel 25 agosto corre la finale dei 100 metri ai mondiali di Tokyo. Lewis però è al top nel salto in lungo, dove da anni da la caccia agli 8,90 di Bob Beamon a  Città del Messico nel 68‘, ma nella velocità è in calo. Nei 200 metri non passa neppure la tremenda selezione dei trials e nei 100 non è certo il favorito numero 1. Il Connazionale Burrel, cancellato il 9″79 di Johnson, è primatista mondiale con 9″90, poi ci sono Frankie Fredericks, il Britannico di colore Linford Christie e il connazionale Mitchell. 

La gara risulta la più veloce di sempre fino ad allora, e lo zampino lo mette proprio il vecchio Carl: 9″86 e record del mondo. Anche Burrel si migliora con 9″88, poi Mitchell completa il podio a stelle e strisce. Ma la cosa clamorosa è che altri tre atleti vanno sotto i 10 secondi netti: Christie 9″92, il nabimiano Fredericks 9″95 e il giamaicano Stewart in 9″96.

Carl Lewis e Ben Johnson a Seul. immagine tratta da: www.olimpiadiit

Una giornata cominciata così è già nella storia dello sport Mondiale ma la strada è lunga è c’è gloria anche per l’Italia. Da Brno, in Repubblica Ceca, arriva il bis mondiale nella classe 125 del diciottenne Loris Capirossi su Honda; la gara viene vinta dall’altro azzurro Gramigni. Dopo la vittoria all’ultimo GP dell’anno precedente, stavolta il trionfo arriva con largo anticipo sulla fine del Mondiale e Capirossi passerà di li a poco alla classe 250.

All’ora di pranzo arriva un altro successo atteso ma non scontato per lo sport Azzurro: i Fratelli Abbagnale, guidati come sempre da Peppiniello di Capua al timone, vincono il loro settimo titolo mondiale per la gioia di Giampiero Galeazzi. Sulle acque di Vienna Carmine e Giuseppe precedono Polonia e Cecoslovacchia, in un europa che inizia a trasformarsi dopo la fine del comunismo.

Una novità arriva invece dalla Canoa, sport fino all’epoca poco conosciuto e praticato: é Josefa Idem che conquista un bronzo nel K1 500 metri, dopo aver ottenuto l’oro il giorno prima nei 5000 metri. La Idem ha preso da poco la nazionalità italiana ed è già al secondo alloro mondiale azzurro dopo quello del 1990. Più che i successi spicca il temperamento di una donna che scriverà pagine importanti grazie alla sua costanza e disponibilità al sacrificio, rimanendo sulla breccia fino a quasi 50 anni; vero record di longevità sportiva al femminile;, paragonabile, ad alti livelli, solo alla ciclista francese Jeannie Longo.

Ma torniamo alla grande giornata: Non c’è il campionato di calcio, che inizierà la domenica seguente, quindi l’evento del pomeriggio è il mondiale di Ciclismo a Stoccarda.

La spedizione italiana si mangia ancora le mani per l’argento di Rebellin al sabato, ma attacca l’asfalto tedesco con una serie di pezzi da novanta: il secondo e il terzo del Tour, ovvero Bugno e Chiappucci, più l’ex iridato Fondriest.

Bugno alza le braccia al cielo prima del traguardo. Immagine presa da:sport. sky.it

La corsa si decide come sempre nel finale: vanno via in 4 con Bugno ed Indurain fresco re del Tour ci sono  l’olandese  Rooks ed il sorprendente colombiano Mejia; tra i più attivi della giornata. Ai meno 2 dal traguardo si avvicina il gruppo e addirittura il grande rivale Chiappucci va a fare da stopper assieme al fido Cassani, scongiurando un ritorno su Bugno e compagnia. 

Passato il triangolino dell’ultimo chilometro Mejia allunga, Bugno lo segue subito, mentre Rooks ed Indurain rientrano ai 500 metri, Bugno parte ed anticipa lo Spagnolo ma non si accorge del forte ritorno di Rooks alla sua sinistra ed alza le mani in anticipo; si trattiene il fiato, ma non c’è bisogno del fotofinish: Bugno è campione del Mondo per mezza bicicletta.

Dopo la beffa dell’anno prima il monzese conquista finalmente la maglia iridata e completa la giornata perfetta dello sport italiano e mondiale.

25 Agosto 1991: i lampi di classe di Lewis e Bugno in una grande giornata di sportultima modifica: 2013-08-25T17:18:00+00:00da chiava77
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