Serie Amarcord: La doppia fatal Verona

Domani comincia il campionato di Serie A 2013-2014 con un anticipo pomeridiano molto atteso: Verona-Milan.

Gli scaligeri tornano nella massima divisione dopo ben 11 anni e all’esordio al Bentegodi trovano una rivale storica in campo e soprattutto sugli spalti: il Milan. Tra le tifoserie non corre buon sangue e spesso in passato si sono verificati incidenti e scontri piuttosto duri. Questa vigilia poi è vissuta con particolare tensione per Balotelli, già sonoramente fischiato ai tempi dell’inter contro il Chievo, etichettato come provocatore dal sindaco di Verona Tosi.

Tornando indietro di 40 anni, i Rossoneri lasciarono sulla sponda dell’Adige il tricolore, ormai pronto ad essere cucito sulle maglie di Rivera e compagni.

Il 20 Maggio del 1973 il Milan si presenta al MarcAntonio Bentegodi da primo della classe con 44 punti e un vantaggio minimo, di una lunghezza, su Lazio e Juventus. La sorprendente Lazio di Maestrelli e Long John Chinaglia va al San Paolo di Napoli, in un clima ostile, mentre la Juventus di Viczpalek va a Roma, dove i tifosi giallorossi non sarebbero proprio entusiasti di fare un regalo ai cugini; i giallorossi, così come il Verona,devono fare almeno un punto per ottenere la salvezza.

La chiave di tutto resta Verona, se il Milan vince mette la stella del decimo scudetto. I rossoneri sono reduci dalla conquista della Coppa Delle Coppe a Salonicco contro i fortissimi inglesi del Leeds con punizione lampo di”cavallo pazzo” Chiarugi. La vittoria può dare stimoli enormi, oppure portare stanchezza ed appagamento. A Verona il Milan parte al rallentatore: e in mezz’ora va al tappeto: Zigoni è scatenato ed ispira il colpo di testa vincente di Sirena al 17′, poi Luppi va due volte segno: prima con una deviazione decisiva di Sabadini, poi al termine di una grande azione di Bergamaschi a sinistra. Rosato accorcia al 32′ e porta il Milan all’intervallo sotto di due reti e ancora campione d’Italia, visto il pareggio della Lazio e il vantaggio della Roma sulla Juve.

Il Milan nella ripresa reagisce ma subisce ancora una rete di Luppi e un altro autogol di Turone. Intanto a Roma la Juve pareggia con l’eterno Altafini e la Lazio resta sullo 0-0 al San Paolo. A tre minuti dalla fine ci sono tre squadre a pari punti. Negli ultimi due minuti cambia tutto: Cuccureddu espugna l’Olimpico ed un giovane Oscar Damiani castiga la Lazio. Il Milan segna con  Sabadini e Bigon ma non basta; 5-3 per il Verona e scudetto alla Juve. A Roma finisce in festa, i padroni di casa si salvano con la classifica avulsa che affossa l’Atalanta complice il blitz della Samp a Torino, invece a Napoli finisce in rissa. Molti giocatori laziali accuseranno i colleghi romanisti di aver tolto la gamba una volta sicuri della salvezza. Il Milan fa piangere 30.000 tifosi saliti in veneto, poi i rossoneri si consoleranno solo parzialmente con la  Coppa Italia vinta ai calci di rigore contro la Juventus. 

Quella domenica purtroppo verrà ricordata per un tragico evento: La morte di due grandi campioni di Moto come Jarno Saarinen e Renzo Pasolini, dopo un incidente alla prima curva del GP di Monza.

Passano 17 anni e per il Milan arriva la seconda fatal Verona: 22 Aprile 1990, penultima di campionato.  Stavolta i calcoli sono meno complicati perchè il Milan si trova a pari punti con  il Napoli di Maradona e dell’ex Albertino Bigon, finito sulla panchina azzurra . I partenopei vanno a Bologna contro i felsinei di Maifredi in corsa per l’Europa. Anche stavolta il Milan è reduce da un successo internazionale: quattro giorni prima è approdato alla seconda finale consecutiva di Coppa Dei Campioni, nonostante la Sconfitta 2-1 nei supplementari a Monaco di Baviera; decisivo per la qualificazione il bellissimo pallonetto di Stefano Borgonovo, dopo la vittoria per 1-0 all’Andata.

La vigilia è stata però all’insegna delle polemiche: veniva confermato lo 0-2 a Tavolino per il Napoli a Bergamo, sul campo 0-0, per una monetina che colpì Alemao. Già due anni prima il Napoli aveva ribaltato l’1-0 subito a Pisa per una rondella o monetina  fantomatica lanciata verso Renica.

Sacchi vuole la tripletta ed il Milan parte forte contro un Verona ad un passo dal baratro. Al 33′ una punizione di Simone piega le mani a Peruzzi e a fine primo tempo resta agganciato al Napoli che vince a Bologna. Nel secondo tempo entra Gullit e Sacchi si arrabbia per un rigore negato a Van Basten, l’arbitro Rosario Lo Bello  caccia fuori l’uomo di Fusignano. Il Verona di Bagnoli ha un moto d’orgoglio e si ricorda che pochi anni prima aveva vinto il tricolore: Angolo preciso di Fanna e testa di Sotomayor per il pareggio. 

A quel punto perde la testa anche Van Basten: dopo essersi divorato il raddoppio viene espulso per doppia ammonizione, lasciando la squadra in nove dopo l’espulsione con inchino ironico di Rijkaard; ma il cigno olandese farà di più: irato contro Lo Bello scaglia la maglia a terra prima di uscire. 

Ad un minuto dal termine si decide tutto: milanisti con le mani alzate a chiamare il fuorigioco, Lo Bello non fischia e Pellegrini con un destro a girare batte Pazzagli. Prima della fine si fa espellere anche Costacurta e il Milan saluta lo scudetto che prende la via di Napoli.

 

 

Serie Amarcord: La doppia fatal Veronaultima modifica: 2013-08-23T16:58:00+00:00da chiava77
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