Rossi fa 106 all’università delle Moto

Sarebbe meglio dire che questo è un 110 e lode con bacio accademico, per come ha vinto e per come è tornato sul gradino più alto del podio dopo quasi tre anni. Sarò sincero: Valentino non mi è mai stato troppo simpatico, forse per quel pregiudizio che mi distacca dai “vincenti”, da quelli “nati con la camicia”. Devo però ricredermi, perchè le critiche subite negli ultimi anni sono state a dir poco ingenerose. Come si fa a mettere in discussione un campione del genere, al di la del tifo e delle simpatie personali, uno che guida la moto da l’età di 4 anni ed ha vinto Mondiali in tutte le categorie che ha disputato. I soloni dello sport lo hanno accusato di non saper guidare la Ducati, portata al trionfo da Stoner, dimenticando che Rossi non disponeva del solito mezzo meccanico dell’Australiano e come si vede ora i pur bravi Hayden e Dovizioso sono relegati a posizioni marginali. Nella pista di Assen, una vera istituzione per gli appassionati di Moto, Rossi ha dato spettacolo e lezioni di guida, infilando tre sorpassi dei suoi nei primi giri e tenendo un ritmo indiavolato per tutta la corsa. La cosa che però mi colpisce maggiormente è che solo lui, in questo sport, riesce a muovere così tanti tifosi trasformando i circuiti in curve da stadio, con bandiere al vento e Boati ad ogni sorpasso. Al di la dei numeri e dei record di Agostini valgono le emozioni, ed ieri Rossi ne ha regalate in quantità industriale, non solo a chi lo ama ma a chi vede lo sport come metafora di vita: La discesa e la risalita nell’Olimpo.

Rossi fa 106 all’università delle Motoultima modifica: 2013-06-30T15:19:00+00:00da chiava77
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